Premio Ducci per la Pace 2026

Nella prestigiosa cornice della Sala della Protomoteca in Campidoglio, la Fondazione Ducci ha conferito il Premio Ducci per la Pace 2026 a Giorgio Parisi, Premio Nobel per la Fisica e tra le più autorevoli figure della comunità scientifica internazionale. La scelta della Fondazione ha inteso riconoscere non soltanto l’eccellenza scientifica del fisico romano, ma anche il suo costante impegno civile nel promuovere il dialogo, la cooperazione internazionale e una riflessione responsabile sulle grandi sfide che l’umanità si trova oggi ad affrontare.
A consegnare il riconoscimento è stato il Presidente della Fondazione Ducci, Ambasciatore Paolo Ducci, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e della società civile.
Nel corso del suo intervento, Parisi ha offerto una lucida analisi dei rischi che caratterizzano l’attuale scenario internazionale, soffermandosi in particolare sul ritorno della minaccia nucleare e sulle implicazioni delle nuove tecnologie militari. Il Nobel ha evidenziato come l’evoluzione dell’intelligenza artificiale e lo sviluppo di sistemi d’arma sempre più autonomi stiano modificando profondamente gli equilibri geopolitici, rendendo ancora più urgente una riflessione etica e politica sulla sicurezza globale.
Secondo Parisi, il progresso scientifico e tecnologico rappresenta una straordinaria opportunità per l’umanità, ma richiede una governance internazionale capace di orientarne gli effetti verso il bene comune. In assenza di adeguati strumenti di controllo e cooperazione, innovazioni nate per migliorare la vita delle persone potrebbero infatti trasformarsi in fattori di instabilità e conflitto.
Uno dei passaggi centrali del suo intervento ha riguardato il ruolo della comunità scientifica. Gli scienziati, ha ricordato il Premio Nobel, non possono limitarsi alla sola produzione di conoscenza, ma hanno la responsabilità di contribuire al dibattito pubblico, informando cittadini e decisori politici sui rischi e sulle opportunità delle nuove tecnologie. La scienza, infatti, non è soltanto un motore di innovazione, ma anche uno strumento fondamentale per favorire il dialogo tra i popoli e costruire una cultura della pace.
Parisi ha inoltre richiamato la necessità di rafforzare la cooperazione internazionale, sottolineando come le grandi sfide contemporanee – dai cambiamenti climatici alla sicurezza globale, fino alla regolamentazione dell’intelligenza artificiale – non possano essere affrontate dai singoli Stati in modo isolato. Solo attraverso la collaborazione tra nazioni, istituzioni scientifiche e organizzazioni internazionali sarà possibile garantire uno sviluppo sostenibile e sicuro delle nuove tecnologie.
Il conferimento del Premio Ducci per la Pace a Giorgio Parisi assume dunque un significato che va oltre il riconoscimento di una straordinaria carriera scientifica. Esso rappresenta un invito a riscoprire il valore della conoscenza come strumento di responsabilità, dialogo e comprensione reciproca, riaffermando il ruolo della scienza quale ponte tra culture e popoli.
Con questa edizione del Premio, la Fondazione Ducci rinnova il proprio impegno nella promozione di una cultura della pace fondata sul confronto, sulla cooperazione internazionale e sulla consapevolezza che le grandi sfide del nostro tempo richiedono risposte condivise, illuminate dalla ragione, dalla conoscenza e dal rispetto della dignità umana.
Agenda Geopolitica n.55 – Maggio 2026
Convegno “Europa e Africa: Quale futuro?”
Mostra “Sénégal Contemporain”
Dal 23 Aprile 2026 al 2 Maggio 2026 si è tenuta, presso la sede della Fondazione Ducci di Palazzo Cisterna (Via Giulia 163, Roma), la mostra “Sénégal Contemporain”, che è stata preceduta da una preview presso gli uffici di Fineco in Via Rossini a Roma.
Nel corso degli ultimi anni e nel quadro del suo impegno internazionale di apertura alle “diversità” culturali, la Fondazione Ducci ha intrapreso un articolato percorso di ricerca e valorizzazione delle attività artistiche contemporanee extraeuropee, con un’attenzione particolare ai paesi dell’Africa subsahariana la cui produzione, che è stata spesso ignorata o sottovalutata, si distingue invece per un approccio diretto, sensibile e profondamente radicato nel territorio.
Grazie all’impegno del Presidente, Paolo Ducci Ferraro di Castiglione, che ha intrapreso specifiche missioni in Tanzania (Zanzibar), tra il dicembre 2024 e gennaio 2025 e in Senegal, tra dicembre 2025 e gennaio 2026, sono stati individuati artisti portatori di un linguaggio innovativo, creando un dialogo interculturale in grado di valorizzare la complessità e la ricchezza del panorama artistico senegalese. Ne emerge una rassegna che non è soltanto un insieme di opere, ma una testimonianza viva di incontri, percorsi condivisi e relazioni condivise nel tempo.
Segue il link all’articolo di Artribune dedicato alla mostra:
Convegno “Tra pandemia e guerra: prospettive di un’economia europea sostenibile”
Cina – Mediterraneo 15/07
“Convegno Cina e Mediterraneo”
Il 19 luglio 2019 si è svolta presso l’accademia dei Lincei il convegno Cina e Mediterraneo promosso dalla Fondazione Ducci per approfondire le tematiche sul protagonismo cinese, anche in relazione al progetto delle nuove vie della seta.
Al convegno hanno preso parte rappresentanti del ministero dello sviluppo economico, l’amb. Petrone, A.D. dell’Associazione Italia-Cina; Giuliano Noci, Professore del Politecnico di Milano competente per le relazioni con la Cina; Federico Masini, Professore di lingua e cultura cinese all’ Università di Roma.

“CONCERTO CONTRO LA FAME NEL MONDO 2019 – XIV EDIZIONE”
1 Dicembre 2019
Principale iniziativa musicale, organizzata con cadenza annuale dalla Fondazione, è il Concerto contro la Fame nel Mondo, la cui prima edizione risale al 2006. Momento di riflessione sul tema della malnutrizione nel mondo, il Concerto rappresenta un importante strumento di sensibilizzazione, visto il largo successo di pubblico e di critica che ha continuato a riscuotere nel corso degli anni e la presenza di significativi esponenti del panorama politico-istituzionale, degli ambienti culturali romani e del Corpo diplomatico accreditato presso il Quirinale, la S. Sede, la dirigenza delle Organizzazioni delle Nazioni Unite con sede a Roma, la FAO, l’IFAD e il WFP.
In occasione di questo evento, ormai inserito tra le consuetudini culturali e musicali a livello capitolino e nazionale, la Fondazione, su indicazione di Marcello Panni, che presiede il Comitato per le iniziative musicali, invita ogni anno un grande interprete della scena musicale internazionale a farsi promotore di un messaggio di solidarietà e di speranza a favore di coloro che quotidianamente vivono in una condizione di disagio e privazione. A partire dal 2006 hanno aderito all’invito della Fondazione, tra gli altri, artisti come Boris Petrushansky, Michele Campanella, Salvatore Accardo, Guillermo Gonzales, Ramin Bahrami, Roberto Prosseda, il duo Bresciani/Nicolosi, Luca Ciammarughi.
L’edizione 2019 è stata dedicata a Giovanni Sgambati, uno degli autori italiani più brillanti della seconda metà dell’800 europeo, ma anche tra i più dimenticati e sconosciuti. Grande amico di Liszt, Wagner, Brahms e Čajkovskij, Sgambati ha saputo portare avanti coraggiosamente la sua idea di musica strumentale, ormai quasi abbandonata in un’epoca in cui in Italia e in Europa l’Opera era divenuta la forma di espressione musicale di gran lunga più apprezzata e seguita. Della sua musica sono stati interpreti Andrea Lucchesini, al pianoforte, insieme al “Quartetto di Fiesole”, composto da Alina Company (violino), Simone Ferrari (violino), Flaminia Zanelli (viola) e Sandra Bacci (violoncello).
L’esecuzione del Concerto nella prestigiosa Sala Paolina del Quirinale vuole sottolineare la straordinaria rilevanza che questa tematica investe presso le Istituzioni ai più elevati livelli.

CONCERTO CONTRO LA FAME NEL MONDO – XIII EDIZIONE
20 Gennaio 2019
Principale iniziativa musicale, organizzata con cadenza annuale dalla Fondazione, è il Concerto contro la Fame nel Mondo, la cui prima edizione risale al 2006. Momento di riflessione sul tema della malnutrizione nel mondo, il Concerto rappresenta un importante strumento di sensibilizzazione, visto il largo successo di pubblico e di critica che ha continuato a riscuotere nel corso degli anni e la presenza d’importanti esponenti del panorama politico-istituzionale, degli ambienti culturali romani e del Corpo diplomatico accreditato presso il Quirinale, la S. Sede, la dirigenza delle Organizzazioni delle Nazioni Unite con sede a Roma, la FAO, l’IFAD e il WFP.
In occasione di questo evento, ormai inserito tra le consuetudini culturali e musicali a livello capitolino e nazionale, la Fondazione, su indicazione di Marcello Panni, che presiede il comitato per le iniziative musicali, invita ogni anno un grande interprete della scena musicale internazionale a farsi promotore di un messaggio di solidarietà e di speranza a favore di coloro che quotidianamente vivono in una condizione di disagio e privazione. A partire dal 2006 hanno aderito all’invito della Fondazione artisti come Boris Petrushansky, Michele Campanella, Salvatore Accardo, Guillermo Gonzales, Ramin Bahrami, Roberto Prosseda, il duoBresciani/Nicolosi, Luca Ciammarughi.
L’edizione 2018 del Concerto, che per ragioni tecniche-organizzative si svolgerà il 20 gennaio, anzicche’ in dicembre, sempre al teatro Argentina, dove la Fondazione sarà ancora ospite del Teatro di Roma, sarà interamente dedicato al più famoso compositore spagnolo del XX secolo, Manuel De Falla. Un omaggio alla poetica europeista della sua musica, che fonde in un solo linguaggio le pulsioni ritmiche della Spagna con la ricchezza colorista dei contemporanei francesi, Debussy e Ravel, il canto popolare gitano alla sapiente orchestrazione di Stravinskij. Della sua musica saranno interpreti la pianista María Dolores Gaitán, accreditata portavoce in campo internazionale del compositore spagnolo, e la violoncellista italiana Chiara Torselli, che eseguirà con lei musiche originali e trascrizioni di celebri pagine di De Falla.


